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Se sei un’estetista in possesso dei requisiti necessari per svolgere la professione, potrebbe esserti venuto in mente di lavorare direttamente in casa.

Esistono due strade da percorrere: la prima è quella di svolgere la professione in modo abusivo. La seconda è quella di rendersi perfettamente in regola con quanto previsto dalla legge.

Inutile dire che io propendo per la soluzione dell’assoluta regolarità. L’abusivismo, oltre che illegale, rappresenta anche un danno per clienti e per tutte le concorrenti che, invece, si dannano per essere in regola.

Vediamo allora quali sono i passi per poter lavorare a casa, ma svolgendo la professione in modo regolare e pagando le relative tasse per un centro estetico.

Prima, consentimi di presentarmi. Sono Michela Ferracuti e per mestiere seguo titolari di centri estetici dall’apertura allo sviluppo. Sono autrice dei libri “Apre un Centro Estetico”, “Estetista Imprenditrice, Manuale Pratico per l’Estetista di Successo”, “Il marketing non serve a un ca**o” e “Vendere non serve a un ca**o”.

Estetista in casa ma con la partita iva

Si può svolgere la professione di estetista operando però in casa propria? Prima di dare una risposta a questa importante domanda è bene che tu sappia che è indispensabile aprire la partita IVA. Infatti, sia per operare in un centro estetico che in altro contesto, è indispensabile ottemperare a tutta una serie di disposizioni normative facilmente riassumibili.

Queste sono, infatti, i passi necessari per aprire un centro estetico o per poter operare legittimamente come estetista:

  • aprire una Partita Iva abbinata a un codice ATECO. Il codice ATECO per i centri estetici è il 96.02.02 che indica i servizi degli istituti di bellezza
  • iscrizione al registro delle imprese alla Camera di Commercio
  • comunicare l’inizio dell’attività al Comune
  • effettuare l’apertura delle posizioni INAIL e INPS
  • ottenere il permesso per l’esposizione dell’insegna.

Dovrai poi ottenere il nulla osta dall’ASL facendo in modo che il locale sia idoneo sia in termini di metratura sia d’altezza, in base al regolamento comunale.

Il locale deve avere anche l’agibilità e la destinazione d’uso commerciale.

Ti consiglio comunque di rivolgerti allo sportello unico per le attività produttive del tuo Comune.

Tutti questi passaggi burocratici ti rendono diversa rispetto alla classica estetista che viene a casa, ossia quella figura che, spesso in modo abusivo, esercita la professione senza averne i requisiti o comunque in modo illegale.

Si può aprire un centro estetico in casa?

Veniamo, finalmente, all’argomento che ti interessa conoscere: si può aprire un centro estetico in casa? La risposta è sì, ma occorre chiarire bene alcuni aspetti.

L’estetista a casa è l’unica alternativa ad essere una sorta di estetista freelance, di quelle che si spostano liberamente di centro in centro o che vanno a casa delle clienti. L’estetista a domicilio è infatti una professione che non può esistere. Solo in casi di certificati e dimostrabili esigenze del cliente (impossibilitato a spostarsi), è possibile recarsi presso il suo domicilio.

Ma in nessun caso è possibile operare senza essere sia in possesso dei requisiti per svolgere la professione, sia di un luogo che diventi sede dell’attività. Questa sede, che può anche essere all’interno di un appartamento, è indispensabile. Non esistere un’estetista senza una sede fissa.

Certo, se si potesse svolgere la professione di estetista senza una sede fissa probabilmente, essendo priva di tutti i costi fissi tipici di un negozio su strada, i prezzi praticati al cliente potrebbero essere inferiori. Ma la legge è legge…

Centro estetico in casa propria

Ciò che devi fare come prima cosa è verificare è se il condominio ti consente di svolgere l’attività. Non basta chiedere all’amministratore ma occorre visionare il regolamento di condominio. Nel regolamento di condominio non deve essere espressamente previsto il divieto di centri estetici o di attività commerciali.

In presenza di tale espressione, sarà possibile operare senza ulteriori ostacoli, almeno a livello condominiale.

Nel caso in cui tu debba effettuare dei lavori di adattamento dei locali, dovrai chiedere tutti i permessi necessari negli appositi uffici comunali.

I locali adibiti all’esercizio della professione però devono avere le stesse attenzioni rispetto a quelli necessari per un negozio fisico.

I locali devono avere le giuste altezze, i corretti spazi, le certificazioni degli impianti, i servizi igienici e tutte le altre tipologie di accorgimenti che puoi leggere scaricando questo documento.

Per poter approfondire tutti gli altri argomenti relativi all’apertura del tuo centro estetico, (magari sei interessata a conoscere nei dettagli la normativa per lo svolgimento della professione di estetista a domicilio del cliente), ti invito a lasciare perdere i vari blog e siti che puoi trovare cercando su internet, perché molti di questi non sono aggiornati e non farebbero che aumentare la tua confusione.

Ti consiglio quindi di leggere il mio libro “Aprire un Centro Estetico”, che trovi qui.

Ho seguito l’apertura e il successivo avviamento di decine di nuovi centri estetici e posso dirti che gli errori che vengono commessi tipicamente sono molto diffusi ma anche facilmente evitabili, purché si sappia come intervenire e in che modo.